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Ad occhi chiusi – Nel buio immagina la luce

Nella notte dell’11 agosto, alla Masseria Recupa di Scardinale, nel territorio di Gravina in Puglia, musica, poesia e paesaggio si sono incontrati in “Ad occhi chiusi – Nel buio immagina la luce”, una performance sonora pensata per restituire centralità all’ascolto e all’immaginazione.

La proposta artistica nasceva da un’idea semplice ma radicale: ridurre il predominio dello sguardo per lasciare che fossero i suoni, le parole e il silenzio della Murgia a guidare l’esperienza del pubblico. Come anticipato nella presentazione dell’evento, la campagna murgiana e il sopraggiungere della notte non costituivano soltanto lo sfondo della serata, ma una parte integrante della performance, una sorta di grande cassa di risonanza naturale. 

Protagonisti musicali sono stati Nanni Teot, alla tromba, al flicorno e all’elettronica, e Antonio D’Ambrosio, autore delle composizioni, impegnato tra percussioni, chitarra ed elettronica. La loro ricerca, sospesa tra scrittura contemporanea, improvvisazione e sperimentazione timbrica, si è intrecciata alle “Poesie del Microcosmo” di Alessandro Pellegatta, affidate alla voce e all’interpretazione dell’attore Alessandro Coppa

Il video della serata restituisce con efficacia il carattere essenziale dell’allestimento: pochi punti luce, gli artisti immersi quasi completamente nell’oscurità, il pubblico seduto all’aperto e raccolto intorno alla scena. La distanza dai tradizionali spazi da concerto appare evidente. Non c’è una separazione netta tra palco e paesaggio: il terreno, gli alberi, i rumori della notte e la presenza silenziosa degli spettatori entrano naturalmente nella composizione dell’esperienza.

È proprio questa dimensione a dare forza al progetto. Il buio, anziché rappresentare un limite, diventa una condizione creativa. Privato di gran parte dei riferimenti visivi, l’ascoltatore è spinto a percepire con maggiore intensità una nota di tromba, una vibrazione elettronica, una percussione, il ritmo di una voce o una pausa. Ogni suono sembra occupare uno spazio più ampio e ogni parola può generare una propria immagine interiore.

La serata ha così assunto il carattere di un piccolo rito collettivo, lontano dalla frenesia e dalla sovrabbondanza di stimoli che accompagnano molta parte della quotidianità. “Ad occhi chiusi” ha chiesto al pubblico soprattutto una disponibilità: fermarsi, prestare attenzione, accettare il silenzio e lasciare che la musica e la poesia costruissero paesaggi non visibili ma personali.

Il senso dell’iniziativa era già racchiuso nel sottotitolo scelto dagli organizzatori, “Nel buio immagina la luce”. Una formula che, dopo l’esperienza vissuta alla Masseria Recupa, acquista un significato ancora più concreto: la luce non è necessariamente quella che permette di vedere, ma può essere anche quella prodotta dall’ascolto, dalla memoria e dall’immaginazione.

In un luogo appartato della Murgia, per una sera, il paesaggio si è fatto teatro e il silenzio materia artistica. Più che assistere semplicemente a uno spettacolo, il pubblico è stato invitato ad attraversare un’esperienza percettiva in cui musica, poesia e natura hanno trovato un equilibrio raro, ricordando quanto possa essere potente, talvolta, chiudere gli occhi per ascoltare meglio

Qui di seguito i link ai video della serata:

qui di seguito l’articolo comparso sul quotidiano on line “giornalemio.it”

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