Il quaderno della Recupa numero 5 riassume i temi trattati nell’incontro del 6 settembre 2025.
Il dibattito su Gravina ha evidenziato il valore storico e culturale della città pugliese, dalle sue radici antiche fino alle prospettive future.
Marisa d’Agostino e Fedele Raguso autori del volume “Stora dell’Urbs Gravina ” hanno sottolineato con l’aiuto della prof.ssa Anna Gervasio l’importanza degli archivi, della ricerca e della scuola come strumenti per trasmettere la memoria alle nuove generazioni.
Gravina ha avuto un ruolo centrale in diverse epoche: sotto Federico II divenne sede delle Assise imperiali, e nei secoli successivi si caratterizzò come luogo di incontro e contaminazione culturale, grazie anche all’arrivo di comunità come quella albanese.
Il Novecento ha visto un forte sviluppo culturale, sostenuto dalla scuola e dalla stampa locale, pur tra difficoltà economiche e politiche.
La città conserva un ricco patrimonio monumentale, bibliotecario e archeologico (cattedrale, chiesa del Purgatorio, Biblioteca Cennini- Finia, habitat rupestre, aree archeologiche), che rappresenta una risorsa ancora in parte da valorizzare.
Oggi la sfida è guardare al futuro con un progetto condiviso che unisca identità e innovazione. L’agricoltura sostenibile, la valorizzazione dei prodotti tipici, la ricerca scientifica e il patrimonio naturale e monumentale (come il ponte acquedotto) sono le basi su cui costruire lo sviluppo. In questa prospettiva, la candidatura a Capitale della Cultura 2028 assume un valore simbolico e identitario.
In sintesi, Gravina deve puntare su cultura, memoria e territorio per ritrovare centralità e rafforzare il senso di appartenenza della comunità.

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